Alla scoperta della Lucania

IMG_20170423_171428Un ponte lungo a disposizione, quello del 25 aprile 2017, ci ha permesso di scoprire posti meravigliosi della Basilicata. Visitata anni prima, ma non completata, la Basilicata offre veramente molto e ogni volta che ci torniamo è una scoperta. Dopo aver visitato i sassi di Matera, 4 anni prima, avevamo desiderio di visitare le cd. “dolomiti lucane”, in particolare Castelmezzano, vicino a Pietrapertosa, paesi sospesi a ridosso di una parete rocciosa, famose per il “volo dell’angelo”.

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I Tappa: Melfi

Melfi si colloca nell’estremo nord della Basilicata, cittadina in provincia di Potenza, suggestiva e ricca di storia. Sorge alla base del Monte Vulture, vulcano inattivo dall’era protostorica, che con i suoi 1300 di altitudine domina la scena di questo weekend.

La visita non può che partire dal castello la visita alla città di Melfi nella quale si avvicendarono, tra gli altri, Normanni, Bizantini, Longobardi, Svevi e Aragonesi. Eretto dai Normanni, poi in mano agli Svevi e agli Angioini, il castello di Melfi compare come la tipica fortezza feudale dei romanzi cavallereschi, ed è tra i castelli più noti e rappresentativi del meridione, dove Roberto il Guiscardo confinò la moglie Alberada. Da vedere, al suo interno, il Museo Archeologico Nazionale del Vulture Melfese, dove sono raccolte testimonianze archeologiche risalenti al periodo compreso tra il VII secolo a.C. al II d.C., tra cui un sarcofago di marmo del I secolo d.C., corredi funerari di alcune sepolture principesche, oggetti etruschi e greci tra cui spade, lance, elmi corinzi e vasi in bronzo, poi arredi risalenti al XVIII secolo. Melfi è però anche il suo bel centro storico, che si staglia all’ombra dei bastioni della sua fortezza, ed i suoi vicoli che dal poggio sul quale è situato il castello scendono a valle. Strade che svelano altri tesori tra cui la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che alcune fonti dicono che fu eretta da Roberto il Guiscardo nel 1076, mentre altre dicono sotto l’ordine di Guglielmo I di Sicilia. Dall’aspetto prettamente barocco la chiesa presenta un interno a tre navate sormontate da un soffitto a cassettoni, mentre il campanile, che domina la città e le campagne limitrofe, conserva ancora lo stile romanico normanno. Su piazza Duomo, cuore religioso della cittadina, si affaccia anche il Palazzo del Vescovado, sede del Museo Diocesano, dalle raffinate sale affrescate, la cappella palatina ed il giardino all’italiana impreziosito da svariati busti marmorei.

Prima di partire alla volta di Venosa, meritano una visita la cinta muraria che circonda interamente il centro storico, raro esempio di fortificazione dell’Italia meridionale, e Porta Venosina, una delle sei porte della città realizzata sull’antico tracciato verso Venosa e la via Appia.

II Tappa: Venosa

Il Monte Vulture si allontana lentamente mentre sono le ampie ed assolate campagne il bel palcoscenico in cui si snoda la strada. Terra natia del poeta Quinto Orazio Flacco, l’antica Venosa è situata su uno sperone di origine vulcanica. Caratterizzata da vari siti archeologici, straordinarie espressioni del succedersi delle svariate fasi culturali della città presenta anche un interessante centro storico. Tra porticati e vicoli lastricati è bello perdersi alla scoperta di qualche bottega artigiana o per l’acquisto di qualche specialità locale. Venosa è un’amabile comune italiano di dodici mila persone circa in provincia di Potenza è uno dei centonovantasei comuni iscritti a “i Borghi più belli d’italia”.

Cosa vedere

Alla scoperta dei gioielli della Venosa antica. Visita al Museo Archeologico Nazionale, ubicato nell’imponente castello aragonese a pianta quadrata con quattro torri cilindriche alle estremità, dove sono esposti reperti che consentono di percorrere la storia dell’antica colonia romana Venusia. Da vedere l’area archeologica che racchiude i resti monumentali tra cui l’impianto termale, che mostra un mosaico pavimentale raffigurante animali marini i quartieri abitativi e l’anfiteatro. Imperdibile una visita all’angolo sicuramente più suggestivo della città, la Chiesa Incompiuta del complesso dell’abbazia benedettina della Trinità che affonda le sue origini nel V secolo. Abbiamo visitato anche quel che resta della casa natia di Orazio!

Venosa, insieme ad altri paesi, produce l’Aglianico del Vulture, vino di pregiata qualità che ha ricevuto il marchio DOC.

 

Area di sosta a Venosa

Area di sosta a Venosa

Dove sostare

Abbiamo trovato un’area di sosta camper attrezzata appena costruita presso un autolavaggio, molto carina e ben curata, appena poco fuori il paese. Si chiama Venusia (C.da Piani di camera I, snc – cap 85029 – Venosa – Cell 380 3449309-3296124825).

 

III Tappa: Castelmezzano

Castelmezzano PZ, splendido borgo arroccato a 830 m s.l.m. nel cuore delle Dolomiti Lucane, che fa parte del circuito dei “I borghi più belli d’Italia”. Situato, insieme al paese confinante Pietrapertosa nel Parco Regionale Naturale di Gallipoli Cognato, è  incastonato nel monumentale paesaggio delle Dolomiti Lucane, un’aspra cresta montuosa di roccia sedimentaria che forma una scenografia naturale composta da sculture a cui la fantasia popolare ha attribuito caratteristici nomi come “La Grande Madre” e “La Civetta”.
Questi due paesi regalano una delle attrazioni più interessanti d’Italia: il Volo dell’angelo, un cavo d’acciaio che collega i due paesi, permettendo al visitatore di volare tra i due borghi, ammirando la vallata ad una velocità di oltre 120 km/h su uno strapiombo di circa 800 metri…un adrenalinico volo di un minuto in mezzo da percorrere da soli o in coppia.

Castelmezzano, in provincia di Potenza, risale agli albori della colonizzazione greca della valle del Basento, cui seguì la fondazione di un centro urbano chiamato Maudoro (mondo d’oro). Interessato dalle invasioni saracene e longobarde, con i Normanni venne dotato del Castro Medianum (Castello di mezzo). Fu poi la volta del dominio angioino. Dal 1310 Castelmezzano fu acquisita alla Diocesi di Potenza e nel 1324 a quella di Acerenza. Conquistata dagli Aragonesi, governata dai De Leonardis e dai De Lerma, nel XIX secolo fu vittima del brigantaggio e molti suoi abitanti, a fine secolo, si trasferirono oltreoceano.

Il centro abitato di Castelmezzano è raccolto e arroccato in una conca rocciosa, a terrazzamenti. Per percorrerlo bisogna salire e scendere ripide scalinate e stradine, tra le case con i tetti in lastre di pietra arenaria. Da vedere è la chiesa madre di Santa Maria dell’Olmo, nella piazza principale, che conserva capolavori artistici tra cui i dipinti della Madonna del Carmelo, delle Anime Purganti, della Sacra Famiglia, e le statue di Santa Maria dell’Olmo, della Madonna del Bosco-Regina Pura, della Madonna col Bambino e della Madonna dell’Ascensione. Da visitare la Chiesa del Santo Sepolcro, la Cappella della Madonna dell’Annunziata e quella di San Marco.

Dove sostare

Non ci sono grossi problemi per la sosta. Punti utili, per visitare il paese di Castelmezzano, lungo la via provinciale all’entrata del paese. Noi abbiamo poi spostato il camper per andare a dormire presso Agriturismo Grotta dell’Eremita C.Da Calcescia (Tel. 0971 986314 – Fax 0971 986030 Mobile 3471664925 – 3356874845 info@grottadelleremita.com), dove si può anche mangiare.

Cristo Redentore Maratea

Cristo Redentore Maratea

IV Tappa: Maratea

Maratea, la perla del Tirreno, unico sbocco della Basilicata sul Mar Tirreno e ottimale conclusione del nostro itinerario Lucano.. Torri di avvistamento, piazze, monumenti ad alto valore architettonico, campanili e chiese, ben 44, fanno della città un museo a cielo aperto. Oltre che per il suo patrimonio artistico e culturale, Maratea è conosciuta anche per la limpidezza del mare, color smeraldo, e per la bellezza della costa. Grotte, isolotti, promontori e scogliere a strapiombo sul mare, creano un suggestivo spettacolo naturalistico.
Dal borgo, seguendo la tortuosa strada provinciale 103 si arriva alla Statua del Redentore, che sembra stringere in un abbraccio simbolico la città. Opera dello scultore Bruno Innocenti, la sagoma bianca del Cristo, alta ventidue metri e seconda solo a quella di Rio de Janeiro, contrasta piacevolmente con l’azzurro terso del cielo e del mare. Poco distante dalla Statua si trova la Chiesa di San Biagio, dove sono conservate le spoglie del santo protettore della città. E con la Chiesa di San Biagio termina il nostro slow tour in camper, che ci ha portato alla scoperta di pittoreschi borghi e di città di mare, dalla grande identità culturale e artistica.

Per la visita alla enorme statua del Cristo Redentore c’è un punto sosta camper, in cima al  Monte San Biagio. Il Parcheggio diurno è a pagamento . Da qui parte la navetta, ogni 15 minuti obbligatoria  per salire sino al colle. Il belvedere ai piedi della statua è il punto più panoramico di tutto il territorio di Maratea con una eccezionale vista del profilo della costa.
La statua del Cristo redentore di Maratea come dimensioni è seconda solo alla ben più nota statua del Cristo di Rio de Janerio. Questo magnifico monumento è stato realizzato tra il 1963 e il 1965 con cemento misto a scaglie di marmo di Carrara ed è alto 21,13 metri mentre l’apertura delle braccia misura circa 19 metri.

 

Dove sostare

Dato che il campeggio più vicino a Maratea era chiuso, siamo andati verso la Campania, sulla strada di ritorno verso Roma, vicino Sapri  sul mare.

 

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